Irha-Nrha Open Futurity 3YO, le finali

Finale decisamente anomala, questa dell’Irha-Nrha Futurity 3YO 2019, con ben due coppie di co-Champions sia al level 4 sia al level 3: i giovani puledri ringraziano, dopo l’estenuante maratona di due go-round più finale che solo loro, i tre anni open, devono sostenere, e i trainer a loro volta si dimostrano sensati e più sensibili nei confronti dei loro compagni di avventura di quanto forse non sia mai stato in passato. Del resto in un anno in cui l’accettazione serena del co-Championship in favore del rispetto per i propri cavalli ha visto esempi illustri come quello di The Run For A Million, fa piacere vedere che si tratta di una tendenza generalizzata. «Non è mai una scelta così facile», dice onestamente Max Ruggeri, co-Champion level 3 insieme a Mirko Piazzi. «Quando esci dalla gara sei ancora in adrenalina e pensi: vorrei proprio rientrare a cercare di fare ancora meglio. Ma poi bisogna anche saper essere obiettivi, pensare che abbiamo dei cavalli giovani, cavalli che hanno tutta una carriera davanti per rifarsi: a me e a Mirko andare a run-off non è sembrato corretto nei loro confronti. Ci avevano dato già tanto e per stasera va benissimo così». C’è anche un altro Mirko in questa finale, ed è il co-Champion level 4, Midili, che conferma: «Nemmeno un momento di dubbio sul fatto di non disputare il run-off: e ci tengo a dirlo perché sono sicuro che in molti avranno pensato che in un Futurity level 4 avremmo dovuto farlo. Ma non era necessario, anzi: io e Łukaszsiamo grandi amici, ed erano tre settimane che stavamo insieme quotidianamente perché lui era a casa mia in preparazione a questa gara; tutto l’anno, fin dalle prime competizioni, ci siamo sempre ripromessi che se avessimo vinto una gara insieme avremmo fatto il co-Championship: arrivare sul podio contemporaneamente era il nostro sogno! Io ho grande stima di lui e lui di me». I due hanno infatti improvvisato un singolare “carosello” a due di spin e stop, addirittura con scambio di cavalli durante il galoppo d’onore, che ha reso chiara l’idea della loro soddisfazione per questa vittoria condivisa.

E andiamo allora a conoscere questi sei campioni sfornati dal 2019 Irha-Nrha Futurity 3YO Open. Suo podio Level 4 abbiamo visto che salgono all’unisono, a quota 223,5, Mirko Midili con Not Black At All e il giovane rider polacco ŁukaszCzechowicz insieme a Copyride.

11 cavalli dei non pro più i suoi due Futurity prospect: questo il panorama dell’impegno che Mirko, visibilmente stanchissimo, ci fa dei suoi dieci giorni a Cremona: «Ho anche lasciato a casa i 4 anni perché sapevo di avere già troppi cavalli da montare e ho preferito concentrarmi su quelli di 3, che comunque ho sempre montato per ultimi e quindi senza essere mai fresco mentalmente né fisicamente. Ho cercato comunque di rimanere più lucido possibile e di fare le cose correttamente, ma ero molto preoccupato: devo essere sincero, in queste ultime settimane non avevo sentito Not Black At All come lo avevo sentito durante l’anno; aveva dei grandissimi stop e ultimamente l’avevo perso un pochino in quella manovra… In gara c’erano almeno altri quattro o cinque cavalli che stoppavano il doppio. Mi fidavo di lui perché so che ha un cuore grandissimo, ma ancora non sapevo se avesse anche quel talento che vedevo negli altri». Ma un vero show horse lo individui solo quando entra in arena per il momento clou: e Not Black At All non ha deluso. Figlio di Not Ruf At All e Lenas Poco Dunit (madre anche del cavallo con cui Mirko vinse il Derby Limited Open nel 2011), è stato allevato al Luga QH che ne è anche il proprietario. Con lui Mirko aveva fatto solamente un’uscita sul Futurity belga guadagnandosi un 219,5 nonostante un’overspin da -1. «La sua mamma è di nuovo gravida di Not Ruf At All, quindi prossimamente arriverà un suo fratello pieno. È un cavallo grandissimo, bravo bravo bravo. È castrone, non perché lui fosse stato problematico quando era stallone, ma solo perché ho imparato la lezione dello scorso anno, quando avevo tre cavalli con cui potevo vincere, ho voluto tenerli interi ma poi in finale questo mi ha dato dei problemi. Quindi quest’anno i tre anni ho preferito castrarli tutti», spiega. E conclude: «Sono convinto che per un non pro questo potrebbe essere un cavallo vincente, e soprattutto durevole… vincente per anni. In questo momento io potrei rimettergli la sella e rifare la stessa gara, se non migliore. Sono queste le sue migliori doti: costanza e solidità».

Il co-Champion Łukasz Czechowicz è entrato in arena per ultimo su Copyride, un altro grande talento prodotto da Colonel Shining Gun (out of Finest Copyshot) e allevato da Anja Deutzmann; e lì ha espresso un grande run e raggiunto il punteggio di Mirko Midili e Not Black At All, confermando che questo giovane polacco ha davvero trovato il suo posto al sole in vetta agli special events europei. Acquistato quando era uno yearling da Katarzyna Roleska, la proprietaria del suo famoso padre, questo cavallo si è allenato con Łukasz da quando aveva due anni ed è già stato Reserve Champion nel Futurity belga: «È bello vincere il Futurity», afferma l’head trainer del Roleski Ranch che ha collezionato la sua terza finale nel Big Event italiano, «e farlo su un cavallo che ho addestrato fin dall’inizio rende questo momento speciale, davvero speciale. Quest’anno ho avuto due fantastici prospect, e pensavo che l’altro fosse il più forte: con lui non sono entrato in finale, ma poi, quasi a sorpresa, Copyride è stato eccezionale! Sapevo che era bravo, ma un simile risultato è davvero inaspettato!».
Nonostante i suoi recenti e costanti successi, dopo aver scalato le classifiche nel 2018 fino a diventare il nono tra i primi 20 professionisti Nrha grazie ad altri due prodotti di Colonels Shining Gun, CSG Piggiemove e CSG Copshot, e poi come vincitore del 2019 Irha-Nrha Derby Open Level 4 insieme a CSG Magnifique Gun, Czechowicz, 24 anni, rimane modesto: «Tutti siamo su di giri prima del Big Futurity dei tre anni, ma per vincere ci vuole anche un po’ di fortuna. Stasera abbiamo visto una gara piena di buoni cavalli e io ho avuto quella fortuna, insieme a Mirko. Entrambi i nostri due sono stati incredibili, resistendo alla fatica dei due go e poi al rumore e alla pressione della finale… Ed è uno dei motivi per cui io e il mio amico Mirko abbiamo deciso di non andare a run-off». Łukasz conclude: «I miei ringraziamenti vanno a Katarzyna Roleska per i grandi cavalli e le grandi possibilità che mi ha dato, ma anche solo per essere la persona che è; e poi a mia moglie e a tutto il team del Roleski Ranch. Questo è stato il modo migliore per finire un anno meraviglioso, sia professionalmente che nella vita… Perché mi sono sposato!».


Già go-round leader (parimerito con Stefano Angelucci e Zag Ebony Gun), Max Ruggeri e la bella palomina Tinselmartin, proprietà del suo breeder Marino Pilotto, confermano la firma forte in questo Futurity del piccolo allevamento italiano di qualità che ha fatto la storia del reining in Europa. Figlia di Hollywoodstinseltown e di Tarismartin, insieme a Max questa cavalla era stata sia Open co-Champion al Futurity lombardo sia Champion in quello Arta: «Una settimana che non dimenticherò facilmente», dice Max ancora incredulo, riferendosi al fatto che prima di questa bella vittoria, nei giorni scorsi si era già aggiudicato i Level 4 e 3 del Futurity 4YO e che il suo non pro Gabriele Carrarini proprio il giorno prima aveva vinto il level 2 del Futurity 3YO Non Pro piazzandosi anche Reserve nei livelli 4 e 3. «Tinselmartinè nata nell’allevamento di Marino, che è uno dei miei amici-clienti storici e un vero uomo di cavalli. Aveva una cavalla con cui andava in gara, poi è diventata la sua fattrice di punta e ha prodotto diversi campioni; una delle sue figlie ha poi sostituito la sua mamma, ed è Tarismartin, mamma di Tinselmartin. Pilotto mi manda molti puledri in addestramento, ma tante volte è successo che alcuni di loro veramente forti venissero venduti prima che avessi la possibilità di esibirli. Questa volta credo che Marino abbia voluto farmi un po’ un regalo, e gliene sarò sempre grato». Le caratteristiche di questa campionessa, secondo Max, sono sono: «un’atleticità incredibile, la voglia di stoppare, bellissima nei cerchi… E può ancora migliorare: sono cavalli giovani e c’è sempre del margine. L’abbiamo iniziata un po’ più tardi rispetto agli altri perché nel mese di gennaio era un po’ gracilina e quindi avevamo deciso di darle più di tempo per crescere. Abbiamo quindi cominciato l’addestramento a maggio del 2017 e da lì abbiamo sempre lavorato senza problemi, con lei che migliorava linearmente e costantemente».

Il punteggio totalizzato da Ruggeri è un 216 che condivide, così come il titolo del Level 3, con il trainer bolognese Mirko Piazzi che ha presentato in gara Spooks Of Genius, stallone baio figlio di Spooks Gotta Whiz x A Sparks Of Genius, allevato da Carlo Sala e ora appartenente a Vittorio Rabboni. Il grintoso Mirko ha condotto una gara agguerrita, perfettamente nel suo stile: «Questo cavallo è straordinario», afferma: «L’ho domato e addestrato dalle primissime battute e non ha mai dato alcun tipo di problema. Nelle prime uscite ha subito confermato le aspettative, vincendo il prefuturity della Lombardia e arrivando terzo al LR Futurity, e poi siamo venuti qui a Cremona: nel secondo go, purtroppo un break in gait ci ha precluso la finale Level 4 e questo mi è dispiaciuto tantissimo, perché il cavallo la meritava». Spooks Of Genius fu acquistato un anno e mezzo fa proprio qui a Cremona, in occasione del Futurity Europeo. «È il primo figlio di una fattrice che io conoscevo e apprezzavo», racconta Mirko. «A me piaceva, ma Vittorio non era del tutto convinto, e allora lo abbiamo preso insieme». Ciò che più colpisce il suo trainer di questo cavallo è il sorprendente equilibrio mentale: «Sempre tranquillo. Mai avuto una difesa. Pur essendo stallone, è molto, molto freddo. In finale, l’ho sentito bene, ho provato a entrare e a esprimerlo al meglio delle sue capacità, perché è un cavallo che “si fa esibire”. Peccato solo l’essere arrivato alla fine degli stop con il cavallo un po’ stanco, perché lui è un grande stoppatore». Mirko, che da 31 anni lavora come addestratore, lavora presso il proprio centro e collabora con Vittorio Rabboni, montando alcuni cavalli presso la magnifica struttura del Rabboni QH. Da veterano, Piazzi fa alcune considerazioni su questo Futurity 2019: «Quest’anno ho visto veramente dei buoni cavalli. Sinceramente però, dopo 10 giorni di gare, non ho ancora capito bene il metro di valutazione dei giudici. Mi è parso troppo rigido, troppo severo. Mi dispiace, va a discapito dello spettacolo e della valorizzazione dei giovani soggetti». Purtroppo, non rivedremo in azione questo binomio: Spooks Of Genius è già stato venduto, e andrà all’estero. «Cavalli così non se ne trovano tutti i giorni. Purtroppo, anche questo fa parte del nostro lavoro», conclude Mirko, che ringraziata con calore la moglie per il costante sostegno, fa lo stesso con Vittorio Rabboni per la propria disponibilità.

Giacomo Ronchi, classe 1971, professione “psicologo con una grande passione per i cavalli”, è il nuovo Open Futurity 3YO Level 2 Champion in sella a Magnetic Master, stallone chestnut figlio dell’illustre Master Snapper (l’unico cavallo allevato e addestrato in Italia ad aver vinto un aged event negli States in tutte le categorie), e della fattrice San July Jo Magic. Il binomio, autore di un 214,5 e un 216 nei go-rounds, ha marcato 214 nella finale.
Giacomo è stato un cavaliere non pro di grande talento. Dal 2017, sebbene la sua prima occupazione sia la psicologia, ha deciso di passare allo status di open e dedicare maggior tempo alla sua passione, i cavalli, e al loro training. Il suo giovane stallone è dunque “autoprodotto”: figlio di una sua ex cavalla da show, è stato interamente addestrato da lui stesso. «Una serie di vicissitudini mi hanno portato a questa scelta. I cavalli da reining fanno comunque parte della mia vita, e avendo deciso di ritirare la mia cavalla dalle competizioni ero curioso di vedere che fattrice sarebbe stata: così questo percorso mi è parso una buona soluzione», racconta. «Il puledro è un prodotto della collaborazione con Roberto Cuoghi (proprietario di Master Snapper), che ringrazio per avermi incentivato su questa strada». Giacomo racconta poi del suo compagno di gara: «Pur essendo un cavallo collaborativo, è ancora piuttosto “puledro” nei modi. È un giocherellone, mi è molto simpatico! Magari a volte ti fa spazientire, perché non è né tranquillo né facile. Ha una vivacità spiccata, ma quando c’è da lavorare, ascolta. Ha un cuore generoso e una gran volontà di fare quello che gli chiedi, e in questi giorni del Futurity me lo ha dimostrato ampiamente. Ha anche un gran fisico: stasera era come quando è arrivato il primo giorno. Ma questo vuol dire anche che prende le cose serenamente». «La sua mamma», continua Giacomo, «una Chic Magnetic che avevo comperato a due anni e avevo addestrato io stesso, mi ha regalato una bella storia, quasi “romantica”. Insieme abbiamo vinto tutto quello cui abbiamo partecipato insieme nelle categorie non pro: lei ha gareggiato sempre e solo con me. Quindi ho voluto tenerla, e coltivare progetti come questo puledro: come suo primo figlio, è stato emozionante conoscerlo giorno dopo giorno. In lui ho rivisto tanti aspetti della mamma, come alcune movenze e atteggiamenti di carattere, e questo mi ha aiutato a trovare la giusta chiave di lettura in molte situazioni, specialmente dal punto di vista emotivo: come lei, è un cavallo estremamente disponibile ma con una forte personalità, e necessita di attenzione su alcuni particolari». Giacomo era complessivamente soddisfatto dei suoi go-round, nonostante abbia commesso qualche sbavatura. Contento degli spin, è rimasto più deluso dagli stop che il cavallo ha trovato eseguito con più difficoltà in questo contesto rispetto ad altri terreni su cui erano stati precedentemente testati. «La gara di stasera l’ho affrontata con uno spirito diverso. Una gara molto di cuore. Sono consapevole che questa cosa ha lasciato spazio a qualche imperfezione in più: i rischi presi aumentano la fallibilità in termini di punteggio, ma sono contento di aver interpretato il momento con lo spirito giusto, quello che desideravo». Giacomo, che vive in Emilia Romagna, è alla sua prima vittoria come open rider ma vanta uno show record notevole come Non Pro. La sua prima gara nazionale fu il Futurity nel 2005, dove vinse il titolo di Limited Non Pro Champion con un figlio del Capitano, Frozen Cross. Tre anni dopo, era in vetta al Maturity Limited Non Pro, ma la vittoria più importante fu quella con la mamma di Magnetic Master, il Futurity 4 YO Non Pro 2012, conquistato nei livelli 4, 3 e 2, seguita dal Derby level 4 2014. Con questa vittoria, inizia un nuovo capitolo della sua storia nel reining.
Il titolo di Reserve Champion Level 2 con un 213.5 è andato a Nic Cordioli, già laureatosi nell’ovale cemonese Fise-Irha Open Year End Champion. Qui è in sella a Late Little Whiz, stallone figlio di Walla Walla Whiz x Late Little Jaba, allevato da Silvia Sgaggio e appartenente ad Andrea Pengo.

Entrando in gara con il suo secondo finalista, lo stallone Great Dolomythic (RS Great Jac Feona x Dolomythic), un cavallo di cui è proprietario, Mattia Nadalini ha segnato il 213 che serviva per accomodarsi sul podio del 3YO Open Futurity Level 1. Il 28enne cavaliere veronese, che attualmente lavora a Mandaletti Quarter Horses, a Bergamo, e che in questa tornata di gare aveva già conquistato il titolo di Fise-Irha Italian Champion Intermediate Open su Miss Gunnagunna, una cavalla con la quale aveva anche vinto il titolo di Open Derby Reserve Champion L1 qui a Cremona lo scorso maggio, descrive questo stallone allevato da Alois Kompatscher, come «un tipo dal carattere particolare e un po’ emotivo ma», aggiunge, «quando trovi il giusto equilibrio ti dà tanto e guadagna dei bei crediti sulle manovre. Stasera per la verità cominciava a essere un pochino provato: ha stoppato tanto ma i rollback non erano super». Dopo aver scoperto il reining proprio attraverso Nic Cordioli, Nadalini decise di approfondire la sua esperienza subito dopo aver lasciato la scuola con un viaggio in Texas, dove rimase un anno con Jim Mc Cutcheon prima di tornare in Italia e andare a lavorare con Luga QH. Dopo un periodo di lavoro indipendente, ha poi trascorso due stagioni presso la Roberta’s Stables di Claudio Risso, vincendo il titolo di Reserve Champion con Rs Apple Lena nel 2018 Futurity 4YO Open Level 1, prima di avvicinarsi a casa all’inizio di quest’anno. Sperando in un futuro nelle arene dei 4 anni insieme a questo stallone, Mattia commenta: «Great Dolomythic ha fatto tutto quello che doveva fare stasera, ma sono convinto che possa “osare” anche di più… e spero che all’EuroFuturity ce lo dimostrerà!».
Level 1 Reserve Champions ex aequo con un 211,5 sono: Markus Süchting, 30 anni, tedesco, già go-rounds leader per questo livello insieme allo stallone chestnut (da Yellow Jersey e Smart Okie Lena) Mello Yello Jersey, allevato dalla canadese Lucie Houde e proprietà di Kay Schroeder; e l’italiana Genni Lazzarini in sella a Ds Little Ottaviogun (Gfc Quixote Gun x Little Pie Di Cuore), stallone allevato da Sandra d’Amico e proprietà della stessa Genni.

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